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Anche noi siamo i Tatra! – Appello collettivo di alpinisti, escursionisti e scialpinisti relativo alla proposta di regolamento della frequentazione del Parco Nazionale dei Tatra (PNT)

Invitiamo gli organi di tutela della natura ed il Ministero dell’Ambiente a respingere nel suo complesso la proposta di regolamento per la frequentazione del PNT presentata dall’amministrazione del PNT all’Autorità Locale a Prešov in data 25.1.2019 ed in occasione delle audizioni pubbliche del 6.2.2019 a Liptovský Mikuláš e del 7.2.2019 a Starý Smokovec.

Per l’ IUCN nel Parco Nazionale un’importanza pari a quella della tutela della natura viene rivestita anche da attività sportive e ricreative praticate in modo sostenibile. Questa forma di turismo “leggero” nel PNT è rappresentata da escursionisti, alpinisti, scialpinisti, sci-escursionisti, accompagnatori ambientali, guide alpine, portatori e rifugisti. La loro attività è da lungo tempo parte integrante del patrimonio culturale dei Tatra e non ha nei confronti della natura effetti o impatti negativi. Può dunque essere ritenuta sostenibile a differenza delle attività di sviluppo e di raccolta del legno in continua espansione.

Dichiariamo

Di considerare escursionisti, alpinisti, scialpinisti, sci-escursionisti, rifugisti, portatori e guide alpine parte integrante ed indivisibile del patrimonio culturale dei Tatra. Siamo convinti che le loro attività non siano state e non siano contro gli interessi della tutela della natura.

Chiediamo di preservare la biodiversità, ovvero la molteplicità delle specie protette di flora e fauna. Rispettiamo il regolamento più rigido che prevede l’esclusione delle nostra attività in alcune precise aree del Parco. Le associazioni promotrici del presente appello prevedono all’interno dei propri statuti la tutela della natura, che è parte indissolubile delle loro attività quotidiane. Andiamo sui Tatra come soggetti attivamente impegnati nella loro tutela e siamo i primi ad essere contro la loro commercializzazione.

Sosteniamo le chiusure operative locali fondate su dati statistici e scientifici per periodi e luoghi rilevanti dal punto di vista dell’oggetto della tutela.

Sosteniamo la limitazione delle attività inappropriate per l’ambiente di alta montagna come per esempio il bivaccare, campeggiare, accendere fuochi, gettare rifiuti o inquinare in altro modo l’area del PNT, la raccolta del legno e le attività di sviluppo su larga scala.

Chiediamo un potenziamento in termini di materiale e di personale per le attività di ricerca del settore governativo e non governativo nel PNT allo scopo di garantire la raccolta continuativa dei dati fondamentali e la loro valutazione a fini scientifici.

Sosteniamo una rigorosa tutela della natura sul territorio del PNT, chiediamo l’adozione di una zonazione debitamente giustificata del PNT in modo tale che il Parco Naturale soddisfi i criteri internazionali. Con un simile approccio ci sarà più spazio per forme di turismo “leggero” garantendo nel contempo il mantenimento della tutela delle specie sensibili per fauna e flora.

8 ragioni per cui respingiamo la proposta per il regolamento di visita del PNT:

  1. L’attività degli escursionisti, degli alpinisti, degli scialpinisti, degli sci-escursionisti, dei rifugisti, dei portatori e delle guide alpine è stata ed è parte integrante del patrimonio culturale dei Tatra. La loro attività non ha mai minacciato e non minaccia ora la natura all’interno del PNT e respingiamo l’idea che possa farlo in seguito. Dichiariamo di impegnarci a collaborare per i principi del turismo sostenibile all’interno del PNT; dichiariamo di rispettare le limitazioni basate su prove scientifiche e statistiche. Respingiamo pertanto categoricamente il richiesto aumento di misure normative nei confronti delle attività die gruppi sopra citati.
  2. Le definizioni di attività sportive e ricreative in montagna sono discriminatorie e contrarie alla normativa internazionale. Anche per questa ragione non consideriamo adeguato richiedere l’appartenenza a precise organizzazioni per lo svolgimento di attività all’interno del PNT.
  3. Viene praticamente escluso dal PNT l’alpinismo facile (il cosiddetto EAM, escursionismo d’alta montagna), il che pone un limite significativo all’attività su gradi bassi3 di difficoltà alpinistica per escursionisti, alpinisti, scialpinisti e altre organizzazioni quali, per esempio, l’Associazione Alpinistica Slovacca JAMES, l’Associazione Slovacca di Escursionismo d’Alta Montagna SVTS, l’Associazione Slovacca di scialpinismo ed il Club egli Escursionisti Slovacchi la cui storia risale addirittura al 19 secolo.
  4. La chiusura delle attività di formazione per alpinismo ed EAM in diverse aree non rispetta la metodologia di formazione ed istruzione di queste attività e con ciò contribuisce a mettere in pericolo gli alpinisti principianti e gli escursionisti d’alta montagna.
  5. L’amministrazione del PNT non ha presentato prove scientifiche o statistiche che possano giustificare nuove chiusure stagionali per l’alpinismo ed il mantenimento delle chiusure stagionali agli escursionisti e che testimonino l’effetto negativo delle forme di turismo “leggero” sugli oggetti di tutela all’interno del PNT. Inoltre la frequentazione del PNT negli ultimi tempi non è tale da raggiungere il livello degli anni ‘70 del XX secolo, periodo in cui sono state introdotte le chiusure stagionali. Anche da questo punto di vista l’introduzione di nuove restrizioni risulta ingiustificata.
  6. Il nuovo regolamento per la frequentazione ignora la realtà fattuale degli ultimi decenni ed oltre a ciò non siamo a conoscenza di prove scientifiche e statistiche del fatto che l’attività sportivo – ricreativa comporterebbe esiti negativi per quanto oggetto di tutela. E’ invece realtà il contrario e possiamo portare ad esempio la quantità di camosci presenti ad alta quota ed in continuo aumento da parecchio tempo desumibile dalla documentazione dell’Agenzia Statale per l’Ambiente relativa al censimento dei camosci. Non è stata invece pubblicata dall’Agenzia Statale per l’Ambiente e tanto meno dall’Amministrazione del PNT nessuna statistica a conferma di indicatori di deterioramento sul lungo periodo per flora o fauna nel PNT.
  7. L’assoluto divieto di movimento notturno per alpinisti, scialpinisti ed escursionisti è in contrasto con i principi di sicurezza, le metodologie e va addirittura contro le raccomandazioni del Soccorso Alpino relative alle partenze di buon’ora per le uscite. Per gli alpinisti può arrivare ad essere potenzialmente pericoloso per la vita. A tale riguardo ci dichiariamo a favore del divieto per qualsiasi attività notturna programmata che non rispetti i principi metodologici e di sicurezza per il movimento su terreno di alta montagna.
  8. Il sistema delle eccezioni previsto dalla Legge sulla Tutela della Natura e del Paesaggio introduce un approccio non sistemico (anche) alla problematica della regolazione dei frequentatori del PNT. La concessione del permesso per le attività all’interno del PNT condizionata dall’appartenenza a precise organizzazioni è incompatibile con i comuni principi democratici della società moderna che invece sottolinea la responsabilità personale per l’attività ed il comportamento dell’individuo.

Proponiamo

Di non accettare la proposta avanzata per il regolamento della frequentazione del PNT nel suo complesso e di istituire un gruppo di lavoro del quale facciano parte oltre agli operatori dell’Agenzia Statale per l’Ambiente anche i rappresentanti delle forme di turismo “leggero” all’interno del PNT-. Proponiamo di predisporre discutendone con le parti interessate un regolamento per la frequentazione moderno, semplice, chiaro, esecutivo e non discriminatorio.

Un simile regolamento per la frequentazione dovrebbe:

  1. Prendere in considerazione il reale stato di attuazione di forme di turismo “leggero” nel PNT tenendo conto del reale sviluppo delle popolazioni di fauna e flora all’interno del PNT negli ultimi decenni.
  2. Consentire le necessarie restrizioni operative alla pratica di forme di turismo “leggero” nel PNT4 prese sulla base dei risultati delle attività di divulgazione scientifica degli operatori dell’Agenzia Statale per l’Ambiente e se del caso con le organizzazioni non governative e con il pubblico.
  3. Invece di divieti generalizzati adottare il nudging (modalità “morbida” di influsso sul comportamento) sotto forma di comunicazione professionale con il pubblico sul modello di quello del Soccorso Alpino5. Si tratta di un approccio palesemente più efficace di recisi divieti con motivazioni negative (e con ammende). Questa forma di tutela della natura si è già mostrata efficace in pratica nella vita del PNT.
  4. Definire le attività sportive e ricreative in montagna in conformità alle normative internazionali senza richiedere l’appartenenza ad associazioni o in qualsiasi altro modo discriminatorio per quanto attiene la responsabilità individuale del frequentatore.

Promotori

Igor Koller – alpinista, presidente del SHS JAMES
Peter Dragúň – escursionista, presidente del KST
Michal Káčerik – alpinista ed escursionista, presidente del SVTS
Igor Žiak – scialpinista, presidente del SSA

Firmatari

Zoltán Demján – alpinista
Peter Hámor – alpinista
Róbert Gálfy – alpinista
Jaroslav Švorc – Soccorso Alpino dei Tatra – dobrovoľný zbor
Ján Šimon – Soccorso Alpino Veľká Fatra
Rasťo Hatiar – alpinista e cineasta
Svetozár Krno – docente, escursionista partecipante a spedizioni e scrittore
Viktor Beránek – rifugista, Chata pod Rysmi
Dominika Dejczoová – rifugista, Zbojnícka chata
Jana Kalinčíková – rifugista, Zamkovského chata
Peter Michalka – rifugista, Téryho chata
Tomáš Petrík – rifugista, Chata pri Zelenom plese
Marcel Forgáč – moderatore radiofonico e televisivo, alpinista
Juraj Šoko Tabaček – attore, moderatore e scalatore

(Traduzione dallo slovacco © Luca Calvi)

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